Intervento di restauro e valorizzazione della struttura rurale
Il trullo e la Lamia sono situati in contrada Marcello, nel cuore del paesaggio agricolo che circonda la città di Carovigno. L’architettura è costituita da un manufatto rurale bicellulare, edificato in epoca antecedente al 1942, caratterizzato da volte in pietra a cono e a botte a tutto sesto. Tale organismo edilizio rappresenta un tipico esempio di architettura spontanea in pietra a secco, originariamente destinato al deposito dei prodotti agricoli e al ricovero degli attrezzi.
La costruzione è realizzata mediante tecniche semplici di autocostruzione contadina, basate sull’impiego diretto delle risorse disponibili in loco: elementi lapidei di modeste dimensioni, estratti dal terreno e appena sbozzati, venivano messi in opera senza l’utilizzo di leganti. La pietra locale, oltre a costituire il materiale principale dell’edificio, è stata impiegata anche per le opere di sistemazione agraria del fondo, quali muri di delimitazione dei confini.
L’area si caratterizza per la presenza di vegetazione tipica mediterranea, con ulivi, mandorli e altre essenze arboree da frutto, che contribuiscono a definire l’identità agricola del paesaggio. All’interno della proprietà, che si estende su un terreno con lieve dislivello, sono presenti circa 150 mandorli, 20 ulivi di notevole pregio e ulteriori specie fruttifere.
L’intervento di restauro nasce da un attento lavoro di ricerca storica e progettazione architettonica, curato dall’Architetto Pietro Carlo Pellegrini, e si configura come una reinterpretazione contemporanea dell’unione tra la lamia e il trullo saraceno preesistenti, tipologie edilizie rappresentative dell’Alto Salento.
Il progetto ha perseguito l’obiettivo di conservare e valorizzare le caratteristiche tipologiche dell’architettura rurale locale, instaurando un dialogo equilibrato tra preesistenza e intervento contemporaneo. L’intento è stato quello di preservare nel tempo la destinazione agricola del contesto e, al contempo, garantire una nuova fruibilità degli spazi, configurando l’intervento come modello di riferimento per la tutela e la valorizzazione del paesaggio rurale. Particolare attenzione è stata dedicata ai principi della sostenibilità ambientale, il progetto privilegia il riuso edilizio, riducendo l’impatto ambientale sia attraverso l’impiego di materiali locali e tecniche costruttive tradizionali.
Nella logica del minimo impatto, sono stati utilizzati materiali e finiture appartenenti alla tradizione locale, integrati con accorgimenti tecnologici finalizzati al risparmio energetico e idrico.
Un ruolo centrale è assunto dal recupero dei muri a secco esistenti, che sono stati ripristinati secondo tecniche tradizionali, senza l’impiego di leganti e senza l’ausilio di mezzi meccanici.
Nel complesso, l’intervento si configura come un’operazione di recupero integrato del patrimonio edilizio e paesaggistico, capace di coniugare conservazione, sostenibilità e innovazione, nel rispetto dell’identità storica e culturale dell’Alto Salento.

























